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Bellissimo!!! Mi è piaciuta la trama scorrevole e il viaggio sia fisico che personale che il protagonista ha dovuto effettuare per scoprire un traffico abominevole e la propria idetità. E’ il primo libro che leggo di Grangè e non vedo l’ora di «scoprire» tutti gli altri. Forse la trama è un pù truculenta,ma a me il libro piace anche per le scene raccapriccianti!!!
Non è il suo miglior libro, ma a me è piaciuto come tutti gli altri. Non si discosta dal suo stile, un po’ macabro e talvolta forzato, ma la narrazione è fitta e interessante, piena di ritmo con il consueto colpo di scena finale (ampiamente intuibile). Capisco che a molti lettori possa non piacere, i gusti non si discutono, ma a mio parere Grangè rimane uno dei migliori autori del genere.
Quando eravamo ragazzini, intorno ai 12-13 anni, il mio fratellino attraversò un periodo in cui aveva gusto per il macabro, e adorava inventarsi storie inverosimili quanto banali, ovviamente piene zeppe di particolari grandguignoleschi gratuiti, barbare uccisioni e terribili supplizi, che poi sottoponeva a me e ai nostri genitori. Ecco: questo «romanzo
Una storia dall’inizio coinvolgente, con un finale poco credibile e frettoloso, aiutato da un «Deus ex machina» abbastanza improbabile. Nel mezzo troviamo un protagonista che da studente ozioso e dandy si trasforma in un abile combattente capace di adattarsi in breve tempo ai luoghi più estremi ed a situazioni limite la tensione iniziale inizia a scemare sin da subito e nel mezzo la narrazione rallenta parecchio,concatenando una serie di situazioni monotone che si risolvono in maniera piuttosto semplicistica. Basti pensare alla facilità con cui si aprono a lui persone completamente sconosciute, rivelandogli ogni sorta di dettaglio. Risulta inoltre debole anche la motivazione che spinge il protagonista ad immergersi in una ricerca e ad abbracciare una causa senza una motivazione personale apparente. Punto forte del romanzo sono però le affascinanti descrizioni dei luoghi che fanno da sfondo alle vicende narrate esse sono infatti dettagliate, reali, vivide ed impreziosiscono notevolmente la narrazione. In definitiva non un capolavoro del genere thriller, ne una storia da dimenticare.Il voto corretto sarebbe stato un 2.5 considerando comunque l’abilità e la fantasia dello scrittore nell’intrecciare una serie di storie verosimili intorno ad un elemento poetico e pittoresco quale può essere il volo delle cicogne.